WALLFARM

WallFarm è il nome di un progetto che potrebbe rivoluzionare l’approccio all’alimentazione e alla cucina, partendo da quella domestica per approdare nella ristorazione, nelle mense scolastiche o relative agli uffici.

Il progetto rende più facile la cultura fuori suolo idroponica grazie alla tecnologia ideata dai giovani fondatori di Wallfarm, una startup nata nel 2015 durante il concorso per startup organizzato da InnovAction Lab.

Lo sviluppo di WallFarm è il progetto LIA (Lean Intelligent Agriculture) un sistema di automazione compatto che non richiede alcuna installazione complicata e nessuna specifica.

All’utente viene chiesto solo di scaricare un’app e premere il pulsante play. Et voilà, tutte le piante coltivate in idroponica o aeroponica (nella prima le radici sono immerse nell’acqua, mentre nella seconda sono nell’aria e l’acqua viene nebulizzata) cresceranno da sole, dalla semina alla raccolta.

LIA raccoglie infatti tutti i dati su temperatura e umidità dell’aria, pressione, temperatura e ph dell’acqua, illuminazione, livello di irrigazione e ossigenazione. In base a questi, dosa in automatico l’acqua e i nutrienti giusti.
Così il proprietario del sistema deve occuparsi di poche cose: deve inserire i vasetti pre-seminati negli slot appositi, sincronizzare LIA con il proprio smartphone attraverso un’app, riempire d’acqua il serbatoio e cambiare ogni tanto la cartuccia. Se si dimentica, LIA invia un messaggio sul suo smartphone per ricordarglielo.

In base alle esigenze del committente, WallFarm potrà presentarsi in dimensioni minute o più estese, facendo sì che sia facile integrarlo in una vasta serie di progetti architettonici e di design.

Non solo. Starà alla volontà del committente la scelta delle tecniche colturali che si applicheranno nell’orto verticale: dalla coltivazione idroponica o aeroponica, fino ad arrivare alla “semplice” agricoltura biologica.

Il precetto dell’orto verticale sarà quello del risparmio idrico che, come spiegato dai progettisti, potrà attestarsi su un massimo del 70% rispetto alle coltivazioni tradizionali.

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